Carmine Rizzo è nato a Roma. La sua famiglia gestiva una lavanderia nel cuore della città , quella Roma della grande bellezza che Sorrentino ha messo al cinema e che lui ha visto davvero, entrando nelle case, nei palazzi, nei cortili che la maggior parte dei romani non attraverserà mai. Un mestiere fatto di cura, di dettagli, di mani che lavorano. E di chimica.
Ed è stata proprio quella chimica a cambiargli la vita: una malattia respiratoria causata dai solventi, una diagnosi che non lasciava margini. I medici erano stati chiari: doveva smettere. Nel 2023, a 44 anni, Carmine ha preso una decisione che pochi avrebbero il coraggio di prendere. Ha lasciato Roma e ha raggiunto Moio della Civitella, piccolo borgo di meno di duemila anime nel basso Cilento, dove la casa delle origini di famiglia lo aspettava e con lei, i ricordi dei nonni contadini, degli orti, delle stagioni rispettate. Non un ritorno, ma un arrivo.
Moio della Civitella è un posto dove trasformare i prodotti della terra non è mai stata una moda gastronomica ma una necessità quotidiana. I nonni di Carmine lo facevano ogni estate: fichi, pomodori, peperoni, tutto quello che l’orto dava. Suo padre lo faceva quando riusciva a tornare da Roma. Quel sapere era in casa, tramandato senza ricette scritte, fatto di gesti ripetuti e di stagioni rispettate.
Carmine aveva quell’eredità . Ma ha deciso che non bastava. Ha voluto imparare a farlo in modo professionale. Si è spostato al Nord, ha trovato un trasformatore di origini salernitane che conosceva i prodotti del Mezzogiorno ma lavorava con metodi da cucina d’autore, e ha passato del tempo lì ad imparare. Poi è tornato al Cilento, ha investito in macchinari professionali, ha allestito il laboratorio al piano terra della casa di famiglia – circondato dagli stessi boschi e orti dei nonni – e ha fondato Minnelea.
Il nome non è casuale. Riprende il toponimo che Ancel Keys, il ricercatore americano che teorizzò la Dieta Mediterranea, attribuì alla frazione di Pioppi, la cui comunità rurale longeva ispirò i suoi studi scientifici. Un omaggio a un territorio che fa della longevità alimentare la sua identità , prima ancora che un brand.
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La maggior parte delle confetture artigianali viene cotta ad alte temperature con tanto zucchero bianco. Il risultato è dolce, omogeneo, e spesso il sapore della frutta è quasi irriconoscibile. Minnelea funziona al contrario. La cottura avviene sottovuoto, a temperatura controllata tra i 55 e i 60 gradi. A quelle temperature la frutta non si ossida: mantiene colore, profumo e consistenza. E libera il proprio fruttosio naturale senza degradarlo.
Il risultato è concreto: nella Confettura Extra di Fragole, per ogni 100 grammi di prodotto finito ci sono oltre 120 grammi di fragole fresche. La cottura elimina l’acqua in eccesso e concentra la frutta oltre il suo stesso peso. Il sapore che ne deriva è quello di una fragola appena colta, non quello di una caramella. Al posto dello zucchero bianco raffinato, Minnelea usa esclusivamente zucchero di canna grezzo, che porta con sé note di melassa e un profilo aromatico più complesso, meno stucchevole, più autentico.
Per la linea dei salati, il protagonista è l’olio. La maggior parte dell’extravergine in commercio proviene da impianti superintensivi con cultivar spagnole o greche, progettate per essere neutre. Minnelea usa esclusivamente extravergine da cultivar autoctone Pisciottana e Salella, coltivate su pendii costieri ripidi del Cilento. Varietà di territorio, non di mercato. Nei pomodori secchi, nelle melanzane, nei peperoni e nei sughi, questo carattere si intreccia con le verdure creando qualcosa che un olio neutro non potrebbe mai restituire.
Il mercato ha già deciso. La Confettura Extra di Fichi Bianchi del Cilento ha ricevuto il Great Taste Award a Londra – l’Oscar del food artigianale, assegnato alla cieca da giudici professionisti. Minnelea è stato l’unico produttore italiano premiato per le confetture in quell’edizione. Al Merano Wine Festival sono arrivati tre Gold Award (Confettura di Fichi, Marmellata di Limoni, Crema di Pomodori Secchi) e due Rosso Award (Mirtillo Nero e Crema di Zucca).
Cinque premi, tra dolce e salato: una coerenza di risultati che non è casuale. Oggi i vasetti arrivano in quindici paesi europei e si trovano in gastronomie selezionate, hotel boutique e ristoranti in tutta Italia.
Minnelea conta oltre venti referenze tra confetture extra, marmellate, sott’oli, creme salate e sughi pronti. L’idea è costruire una vera dispensa contadina, un angolo di cucina lenta dentro le giornate veloci. Aprire un vasetto di sugo Minnelea un martedì alle 19:30, quando i bambini hanno fame e tu hai zero energie, è un gesto che sa di domenica.
Costa più di quello che si trova al supermercato. Ma quando si sa cosa c’è dentro – e soprattutto cosa non c’è – la domanda non è più perché costa così, ma com’è possibile che le altre costino così poco.
Conserve artigianali gourmet • Cilento
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Artigianali
Nota importante: Le collezioni e i dettagli dei prodotti mostrati in questa pagina sono aggiornati a fine maggio 2026. Al momento della tua lettura, gli articoli o le composizioni potrebbero aver subito variazioni.
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Confetture • Artigianale

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Marmellate • Artigianale

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Sott’oli • Artigianale

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Creme Salate • Artigianale

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Sughi • Ricetta Tradizionale

Sughi • Con Peperoncino
6 vasetti • Selezione introduttiva
6 vasetti • Confetture e Marmellate
8 vasetti • Selezione gourmet
6 vasetti • Sottoli e Sughi
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