Amniocentesi e Villocentesi cosa sono?

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Cos'è l'Amniocentesi e la Villocentesi?

OKmamma

Se avete domande o preoccupazioni, non esitate a parlarne con il vostro ginecologo. Siete voi le protagoniste di questo meraviglioso viaggio chiamato gravidanza!

Breve articolo che offre una panoramica equilibrata sull'amniocentesi e la villocentesi, includendo informazioni sulle nuove alternative come il test del DNA fetale

Prima di addentrarci nell’argomento dell’amniocentesi e della villocentesi, è fondamentale premettere che questo articolo ha uno scopo esclusivamente informativo. Non intende in alcun modo sostituirsi al parere medico o influenzare le vostre decisioni personali riguardo agli esami prenatali.

Ogni gravidanza è unica, e le scelte relative agli esami diagnostici devono essere prese in consultazione con il proprio ginecologo o ostetrica di fiducia. Solo questi professionisti, che conoscono la vostra storia clinica e le specificità della vostra gravidanza, possono fornire consigli personalizzati e appropriati.

Il nostro obiettivo è semplicemente quello di offrire una panoramica generale su questi esami, per aiutarvi a comprendere meglio l’argomento ed eventualmente a formulare domande più consapevoli durante le vostre visite mediche.

Ricordate sempre: questo articolo non costituisce una raccomandazione a favore o contro questi esami. È solo uno strumento per aumentare la vostra conoscenza su un tema che potrebbe essere discusso durante il vostro percorso di gravidanza. Pertanto, vi invitiamo a leggere queste informazioni con spirito critico e a discutere sempre ogni dubbio o domanda con il vostro medico di fiducia.

Iniziamo dicendo che è importante sottolineare che nessun esame è obbligatorio in gravidanza. La decisione di sottoporsi a questi test spetta sempre alla mamma, in accordo con il proprio medico.

Cos’è l’Amniocentesi e la Villocentesi?

Questi sono esami diagnostici invasivi che permettono di rilevare eventuali anomalie cromosomiche nel feto, come la sindrome di Down.

-L’amniocentesi si effettua tra la 15ª e la 18ª settimana di gravidanza.

-La villocentesi si esegue più precocemente, tra la 11ª e la 13ª settimana.

Entrambe le procedure prevedono il prelievo di un campione (liquido amniotico o villi coriali) attraverso un ago inserito nell’addome materno. In passato, questi esami erano raccomandati a tutte le donne poco più che trentenni. Oggi, l’approccio è più personalizzato.

Tuttavia è bene sottolineare che il rischio di avere un bambino con sindrome di Down per una donna di 36 anni è stimato intorno a 1 su 300, e questo rischio aumenta con l’avanzare dell’età materna.

Essendo esami invasivi, comportano alcuni rischi: Il più serio è la perdita della gravidanza (0,3-0,5% dei casi). Rischi “minori” includono contrazioni, perdite di sangue o infezioni.

Cosa possono diagnosticare questi esami?

Questi esami sono molto accurati per le malattie cromosomiche, ma è importante tenere bene a mente che:

  • Non rilevano tutte le possibili anomalie fetali.
  • Alcune condizioni possono essere identificate solo con l’ecografia.
  • Altre malattie purtroppo non possono essere previste durante la gravidanza.

Per le mamme che preferiscono evitare procedure invasive, esiste ora un’alternativa:
Il test del DNA fetale

  • Si effettua con un semplice prelievo di sangue materno.
  • Può essere eseguito già dalla 10ª settimana di gravidanza.
  • Offre una valutazione del rischio per le principali anomalie cromosomiche.

Tuttavia, è importante notare che non è un test diagnostico definitivo come l’amniocentesi e la villocentesi e in caso di risultato positivo, sarà necessario confermare con un test invasivo. Inoltre, attualmente in Italia è disponibile solo in strutture private e ha costi significativi.

Se avete domande o preoccupazioni, non esitate a parlarne con il vostro ginecologo. 

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