Antibiotici: in Italia consumi superiori alla media Europea anche in età pediatrica

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L'uso di antibiotici in Italia supera la media europea, in particolare tra i bambini di età compresa tra 2 e 5 anni. Mentre si cerca di ridurre la dipendenza da questi farmaci, esploriamo alternative naturali come il Pelargonium sidoides. Un approccio olistico alla prescrizione e all'educazione può essere la chiave per affrontare la crescente resistenza agli antibiotici.

Esistono alternative agli antibiotici? Vediamo cosa ne pensa il Professor Nacci

Nella popolazione pediatrica i maggiori consumi si concentrano nella fascia di età compresa tra 2 e 5 anni, in cui circa 4 bambini su 10 hanno ricevuto nell’anno almeno una prescrizione di antibiotici.

Con l’estate appena trascorsa, che ha visto temperature superiori ai 30°C fino a metà settembre, si rinnova l’annoso problema delle patologie respiratorie che affliggono la popolazione ogni inverno. Questo porta inevitabilmente alla questione dell’appropriatezza prescrittiva degli antibiotici.

Nel 2021, circa 3 cittadini su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici. Questa prevalenza aumenta con l’età, raggiungendo il 50% tra gli over 85. Ma è nella fascia di età compresa tra 2 e 5 anni che si registra il dato più preoccupante: 4 bambini su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici nell’arco dell’anno.

Antibitotici in Italia: - 3,3% ma i consumi ancora superiori rispetto ai Paesi Europei

L’AIFA ha recentemente pubblicato un rapporto sull’uso degli antibiotici in Italia nel 2021. Sebbene ci sia stato un calo del 3,3% rispetto al 2020, l’Italia continua a registrare consumi superiori rispetto a molti Paesi europei. Inoltre, in Italia si tende a prescrivere antibiotici ad ampio spettro, che hanno un impatto maggiore sullo sviluppo di resistenze agli antibiotici. Queste sono le parole del Professor Andrea Nacci, specialista in Otorinolaringoiatria e referente scientifico per Schwabe Pharma Italia.

Il Professor Nacci sottolinea che gli antibiotici vengono spesso prescritti per patologie delle vie aeree come bronchite, faringo-tonsillite e sindrome influenzale. Tuttavia, è essenziale ricordare che molte di queste patologie sono causate da processi infiammatori e non infettivi. Pertanto, sarebbero più appropriati trattamenti sintomatici e antinfiammatori piuttosto che antibiotici. Anche quando la causa è infettiva, i virus sono spesso i colpevoli, e gli antibiotici non sono efficaci contro di loro. Le linee guida nazionali ed internazionali enfatizzano l’importanza di evitare la prescrizione di antibiotici come terapia di prima linea in questi casi.

Le alternative vegetali agli antibiotici

Esistono alternative agli antibiotici? Secondo il Professor Nacci, il Pelargonium sidoides, estratto dalle radici del geranio africano, potrebbe essere una soluzione. Questa pianta, utilizzata da secoli in Africa come rimedio per varie infezioni, ha dimostrato di avere proprietà secretomotorie, antibatteriche, immunomodulanti e antivirali. Il Pelargonium può prevenire l’ancoraggio dei virus alle cellule e impedire la diffusione dell’infezione. Inoltre, potenzia i sistemi di difesa cellulari, agendo come citoprotettivo. L’utilizzo di Pelargonium sidoides nelle prime fasi delle infezioni può accelerare la guarigione e ridurre la necessità di antibiotici, evitando complicanze maggiori.

Cunclusione

L’uso eccessivo e inappropriato degli antibiotici rappresenta una sfida crescente, non solo in Italia ma in tutto il mondo. La resistenza agli antibiotici, alimentata da prescrizioni inutili, minaccia la nostra capacità di trattare infezioni comuni, rendendole potenzialmente letali. Mentre l’Italia ha fatto progressi nella riduzione del consumo di antibiotici, c’è ancora molto da fare. È essenziale educare sia i medici che i pazienti sull’importanza di un uso responsabile degli antibiotici. Allo stesso tempo, l’esplorazione di alternative naturali come il Pelargonium sidoides offre una speranza promettente. Queste soluzioni alternative potrebbero non solo ridurre la nostra dipendenza dagli antibiotici, ma anche offrire trattamenti efficaci con minori effetti collaterali. Quindi, mentre affrontiamo la crescente minaccia della resistenza agli antibiotici, è fondamentale adottare un approccio olistico, combinando pratica medica responsabile, educazione e ricerca innovativa.

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