Ogni anno in Italia vengono segnalati migliaia di casi di animali domestici avvelenati intenzionalmente, e la maggior parte dei decessi si poteva evitare intervenendo entro la prima ora
Stavi portando Milo a fare il solito giro nel parco sotto casa, oppure il gatto era uscito sul balcone e poi in giardino, come ogni mattina. Poi qualcosa è cambiato. Questo scenario, purtroppo, non è raro per molte donne che vivono in città italiane con un cane o un gatto in casa. Capire cosa sta succedendo in quei momenti può fare la differenza tra la vita e la morte del tuo animale.
Le sostanze più usate: cosa cerca chi vuole fare del male
Le esche avvelenate più comuni nei contesti urbani e residenziali italiani contengono metaldeide, un molluschicida presente nei prodotti anti-lumache che in piccole dosi può causare convulsioni fulminanti nei cani. Il veleno per topi, a base di rodenticidi anticoagulanti come il brodifacoum, agisce più lentamente ma è altrettanto letale perché impedisce la coagulazione del sangue. Nei mesi invernali aumenta invece il rischio da etilene glicole, il principio attivo dell’antigelo per auto, che i gatti tendono ad assaggiare perché ha un sapore dolciastro e viene lasciato per terra vicino ai garage. Tra i bocconi preparati intenzionalmente, i più diffusi contengono farmaci come ibuprofene, paracetamolo o tranquillanti, nascosti dentro pezzi di carne o wurstel.
Riconoscere i segnali prima che sia troppo tardi
Hai pochi minuti, a volte meno di venti, per capire che qualcosa non va. I segnali variano in base alla sostanza ingerita, ma esistono campanelli d’allarme comuni che ogni proprietaria dovrebbe saper leggere.
Nei cani, i sintomi più frequenti sono salivazione eccessiva improvvisa, vomito ripetuto, tremori muscolari, difficoltà a camminare come se l’animale fosse ubriaco, pupille dilatate e convulsioni. Il cane può sembrare disorientato, abbaiare senza motivo o perdere conoscenza. Nei gatti, i segnali sono spesso più silenziosi: l’animale si isola, smette di rispondere, respira affannosamente o mostra tremori sottili. L’avvelenamento da etilene glicole nei gatti produce inizialmente un’apparente tranquillità che inganna, seguita nel giro di poche ore da insufficienza renale acuta.
Se il tuo animale ha mangiato qualcosa di sconosciuto durante la passeggiata e poi mostra uno solo di questi sintomi, non aspettare che peggiori.
La golden hour: perché ogni minuto ha un nome
Il termine “golden hour” viene usato in medicina d’emergenza per indicare la finestra temporale entro cui un intervento può salvare una vita. Per gli animali avvelenati, questa finestra è spesso ancora più stretta: in molti casi si parla di 30-60 minuti dall’ingestione per poter indurre il vomito in modo sicuro o somministrare carbone attivo prima che la sostanza venga assorbita nell’intestino.
Non indurre il vomito da sola a meno che il veterinario non te lo abbia esplicitamente indicato per telefono: alcune sostanze causano danni maggiori se vengono rigurgitate, specialmente se corrosive. L’acqua ossigenata usata in modo improprio può peggiorare la situazione. La cosa giusta da fare è chiamare immediatamente il veterinario di fiducia o il pronto soccorso veterinario più vicino mentre ti metti in macchina.
Tieni sempre in rubrica il numero del veterinario e del centro veterinario d’urgenza più vicino a casa. In Italia puoi anche contattare il Centro Antiveleni Veterinario del Policlinico di Milano al numero 02 6610 1029, attivo 24 ore su 24.
Cosa fare nei primi minuti: le azioni concrete
Chiama il veterinario descrivendogli esattamente cosa hai visto mangiare all’animale e quando. Se riesci, fotografa o raccogli un campione del boccone senza toccarlo a mani nude, avvolgendolo in un sacchetto. Questa informazione è preziosa per il veterinario perché orienta immediatamente il tipo di antidoto o trattamento necessario.
Tieni l’animale calmo e al caldo. Se è privo di sensi ma respira, mettilo su un fianco con la testa leggermente più bassa del corpo per evitare che aspiri eventuale vomito. Non dargli da mangiare né da bere prima di aver parlato con il veterinario.
In macchina, evita movimenti bruschi. Porta con te qualcuno se possibile, così una persona guida e l’altra tiene sotto controllo l’animale.
Come segnalare l’episodio: non farlo solo per te
Dopo aver portato l’animale al sicuro, denuncia l’accaduto. In Italia, il posizionamento di esche avvelenate in luoghi pubblici o privati accessibili ad animali e persone è reato penale ai sensi dell’articolo 544-bis del Codice Penale in combinato con le norme sull’avvelenamento. Puoi presentare denuncia ai Carabinieri, alla Polizia di Stato o alla Polizia Municipale, allegando il referto veterinario e la fotografia del luogo dove è avvenuto l’episodio.
Segnala anche all’ASL locale, che ha competenza in materia di igiene urbana veterinaria: il servizio SIAN o il servizio veterinario dell’ASL può avviare un sopralluogo e rimuovere eventuali altre esche presenti nella zona. Informare la community locale, attraverso le chat di quartiere o i gruppi di vicinato, permette ad altre famiglie con animali di stare in allerta.
Come proteggere il tuo animale durante le passeggiate
Camminare con occhi bassi, almeno per qualche metro attorno al percorso del cane, è il primo strumento di prevenzione. I bocconi avvelenati vengono spesso posizionati vicino a siepi, cancelli, aiuole condominiali, parcheggi e percorsi ciclopedonali frequentati da cani. Insegna al cane il comando “lascia” fin da cucciolo: un cane che non raccoglie cibo da terra per comando ricevuto è il miglior scudo possibile. Esistono anche museruole a rete fine che permettono all’animale di respirare normalmente e annusare liberamente, impedendo però di ingerire oggetti da terra.
Per i gatti che hanno accesso all’esterno, controlla regolarmente il perimetro del giardino o del cortile e tieni lontani i prodotti per auto dalla portata degli animali, comprese le pozzanghere che si formano vicino ai veicoli nei mesi freddi, spesso contaminate da liquidi di raffreddamento.

