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Bullismo. Quando in classe c’è un bambino destabilizzante, arrogante e tal volta cattivo

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OKmamma

Un docente ha il dovere di richiamare i genitori dei bulli nella speranza che siano loro a intervenire sull'educazione dei propri figli,

Se nostro figlio non va a scuola volentieri per colpa di uno o più compagni di classe

Sebbene il bullismo sia una piaga presente da sempre, negli ultimi anni questo fenomeno è rovinosamente precipitato.
Ciò che spaventa è che non solo l’età in cui si manifestano forme di bullismo si sia ridotta vertiginosamente ma che non vi sia il minimo timore neppure degli adulti. Sovente i bulletti estendono le cattiverie anche agli insegnanti o ai collaboratori scolastici.

Cos'è il bullismo?

Il bullismo è un insieme di azioni negative, solitamente volte a qualcuno di ‘più debole’. Tali azioni possono essere espletate da uno o più soggetti (branco).
Nel dettaglio, il bullismo si manifesta sotto differenti forme: verbali, fisiche, sociali e quella più incontrollabile, il cyberbullismo. Rispettivamente; si tratta di offese, ingiurie e scherni; violenze fisiche, percosse e minacce; emarginazione ed esclusione da attività di gruppo e diffusione di materiale privato della vittima sul web.

Il nuovo bullismo

Non più volto ai coetanei o ai più piccoli/indifesi, bensì agli insegnanti. È questa la forma di bullismo che si sta propagando di recente. I piccoli sono sempre più irrispettosi e dispettosi; i più grandi agiscono sfociando in forme di molestia, stalking o addirittura violenze fisiche.
Gli insegnanti oggi, non hanno alcuna forma di tutela. Questo comporta non solo una mancanza relativa alla propria autorità ma anche alcuna voce in capitolo nella difesa di qualcuno di più debole.

Come ovviare al problema?

Un docente ha il dovere di richiamare i genitori dei bulli nella speranza che siano loro a intervenire sull’educazione dei propri figli, dato che oggi le leggi proteggono più gli studenti che i docenti. Purtroppo è sempre più comune che a tale azione non vi sia un responso positivo; i genitori non richiamano i propri figli poiché minimizzano il problema, in alternativa incolpano i docenti, attuando anche loro atteggiamenti aggressivi. A questo punto si interpella il preside, segnalando le anomalie.
Nei casi in cui si manifestino delle forme di reato, documentandole è possibile sporgere denuncia alle autorità competenti.

Quando i bulli sono bambini

Stroncare atteggiamenti negativi sul nascere potrebbe essere più semplice che modificare atteggiamenti consolidati.
Innanzitutto la vittima deve sempre esporre il problema ai genitori e ai docenti; evitando di reagire alla stessa maniera, promuovendo risposte decise, adottando un tono calmo.
Gli insegnanti possono richiamare i bulli e lavorare con loro puntando su attività educative che si ritrovino a coinvolgere proprio il bullo e la vittima, stimolando la collaborazione, il dialogo e il confronto. 

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