Diploma Agrario: tutto quello che devi sapere su materie, durata e sbocchi universitari
Diploma Agrario: tutto quello che devi sapere su materie, durata e sbocchi universitari

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La conoscenza è il faro che illumina ogni nostro passo.

Cinque anni di studio tra chimica, biologia e agronomia aprono le porte a facoltà scientifiche spesso sottovalutate

In Italia ci sono oltre 300 istituti tecnici agrari attivi, eppure questo percorso scolastico resta tra i meno discussi quando si parla di orientamento. Un errore, perché chi consegue il diploma agrario si trova con un bagaglio tecnico-scientifico solido e un ventaglio di opzioni universitarie più ampio di quanto si pensi.

Cinque anni, due fasi distinte

Il percorso dura cinque anni, come tutti gli istituti tecnici. Si divide in un biennio comune, dove si gettano le basi nelle materie scientifiche e umanistiche, e un triennio di indirizzo, in cui la formazione si specializza progressivamente. L’indirizzo principale è quello in Agraria, Agroalimentare e Agroindustria, ma molti istituti offrono articolazioni specifiche come Gestione dell’Ambiente e del Territorio o Viticoltura ed Enologia.

Le materie del piano di studi

Nel biennio compaiono italiano, storia, matematica, diritto, inglese, scienze della terra e biologia. Nulla di particolarmente diverso da altri tecnici, almeno in apparenza. È dal terzo anno che il profilo si definisce con chiarezza. Entrano in campo materie come chimica agraria, biologia applicata, agronomia territoriale, gestione dell’ambiente, produzioni animali e vegetali, economia agraria e meccanica agraria.

La chimica la fa da padrone lungo tutto il triennio. Si studiano i processi biochimici del suolo, la composizione dei fertilizzanti, i principi attivi dei fitofarmaci. Non è la chimica astratta del liceo scientifico: è applicata direttamente a colture, terreni e cicli produttivi.

Le ore di laboratorio e le esercitazioni pratiche in campo occupano una parte significativa del monte ore. In molti istituti è previsto anche uno stage aziendale, spesso svolto presso cooperative agricole, cantine, aziende zootecniche o enti pubblici territoriali.

Sbocchi universitari: più opzioni di quanto si immagini

Il diploma agrario consente l’iscrizione a tutte le facoltà universitarie, ma alcune si rivelano particolarmente coerenti con il percorso svolto. La più diretta è la Facoltà di Agraria, presente in atenei come Bologna, Milano, Napoli Federico II, Padova, Torino, Pisa e Palermo. I corsi di laurea triennali in Scienze e Tecnologie Agrarie o in Scienze Forestali e Ambientali accolgono ogni anno migliaia di diplomati dagli istituti tecnici agrari.

Scienze e Tecnologie Alimentari rappresenta un altro sbocco naturale. Atenei come Parma, Udine e la Cattolica di Piacenza sono riferimenti consolidati in questo settore. Chi si diploma con una specializzazione in trasformazione agroalimentare arriva all’università con una preparazione pratica che gli studenti liceali spesso non possiedono.

La Facoltà di Medicina Veterinaria è accessibile ai diplomati agrari, a patto di superare il test di ammissione. Le materie scientifiche affrontate nel triennio, in particolare biologia e chimica, costituiscono una base utile per il concorso. Atenei come Teramo, Sassari e Perugia registrano una presenza non trascurabile di ex studenti di istituti agrari.

Ingegneria Ambientale e le scienze naturali

Ingegneria Ambientale, attiva in numerosi Politecnici e atenei generalisti, attrae molti diplomati agrari interessati alla gestione del territorio, alla bonifica dei suoli o all’efficienza energetica in ambito rurale. Il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l’Università di Brescia figurano tra le destinazioni più frequenti.

Anche Scienze Naturali e Scienze Biologiche rientrano nel quadro delle scelte compatibili. Chi durante il triennio ha sviluppato un interesse particolare per l’ecologia, la zoologia o la botanica trova in questi corsi un proseguimento logico del percorso iniziato.

Il test di ammissione e le materie da ripassare

Molti corsi di laurea collegati al diploma agrario prevedono un test di ingresso o una prova di ammissione selettiva. Per Agraria e Alimentare, il test TOLC-AV gestito da CISIA valuta logica, biologia, chimica e matematica. Chi proviene da un istituto agrario affronta biologia e chimica su terreno familiare, ma deve spesso rafforzare la parte matematica, meno sviluppata nel piano di studi tecnico rispetto a un liceo scientifico.

Per Veterinaria il test nazionale è più competitivo: ogni anno ci sono circa 5.000 posti disponibili su scala nazionale a fronte di una domanda nettamente superiore. La preparazione specifica richiede studio autonomo sulle sezioni di fisica e matematica.

Doppio diploma e ITS Academy

Chi non vuole proseguire all’università ha un’alternativa concreta: gli ITS Academy, istituti tecnici superiori biennali post-diploma che rilasciano un titolo di V livello EQF. In ambito agroalimentare esistono percorsi ITS dedicati alle tecnologie per la produzione alimentare, alla gestione sostenibile delle risorse naturali e all’agricoltura di precisione. Gli ITS hanno tassi di occupazione post-diploma che superano l’80% entro un anno dal conseguimento del titolo, secondo i dati del Ministero dell’Istruzione relativi al 2023.

L’agricoltura di precisione, che integra droni, sensori IoT e analisi dei dati satellitari per ottimizzare le rese, è oggi uno degli ambiti in più rapida espansione nel settore primario italiano, e gli ITS specializzati in questo campo faticano a soddisfare la domanda delle aziende.

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