Facciamo il punto con gli esperti di malattie croniche intestinali

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malattie croniche intestinali

Elisa Stefanati

La ricerca continua nell'ottimizzazione delle terapie e nella comprensione del ruolo del microbiota, aprendo la strada a nuove e promettenti strategie terapeutiche.

La salute dell'intestino

Le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino (MICI) sono patologie caratterizzate da un’infiammazione del tratto intestinale che accompagna il paziente per tutta la vita. Questa situazione rappresenta una sfida continua per lo specialista gastroenterologo e per il medico di medicina generale, poiché richiede una presa in carico globale del paziente, dalla diagnosi iniziale alla pianificazione di un intervento terapeutico personalizzato e al monitoraggio clinico-strumentale costante.

Le due principali patologie sono la Retto-Colite Ulcerosa e la Malattia di Crohn, ognuna con caratteristiche specifiche. In parallelo, i disturbi funzionali gastro-intestinali, ora chiamati disturbi dell’interazione intestino-cervello, mostrano il coinvolgimento del sistema nervoso centrale ed enterico nel processo patologico. Questo nuovo approccio ha identificato 27 patologie, fondamentali non solo per una corretta diagnosi ma anche per la formazione dei clinici e degli operatori sanitari.

Le patologie funzionali gastro-intestinali costituiscono il 40% delle diagnosi effettuate dai gastroenterologi. È dimostrato che un rapporto efficace tra medico e paziente può migliorare significativamente la consapevolezza e la soddisfazione del paziente, l’aderenza al trattamento e la riduzione dei sintomi, con un impatto positivo sulla qualità della vita e della salute generale.

In Italia, le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali colpiscono circa 250.000 persone, un numero destinato a raddoppiare entro il 2030. La dr.ssa Angela Variola, gastroenterologa e coordinatrice della ricerca clinica presso la IBD Unit del IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, ha fornito approfondimenti durante l’hospital meeting dedicato al “Farmaco vegetale in gastroenterologia”, tenuto dalla dr.ssa Heide De Togni, direttore scientifico di Schwabe Pharma Italia.

La dr.ssa Variola ha illustrato i sintomi principali dell’infiammazione intestinale, ai quali i pazienti devono prestare attenzione per una diagnosi precoce. Tra questi, la diarrea, soprattutto se notturna, la presenza di sangue nelle feci, il dolore addominale non correlato ai pasti, il calo di peso non voluto e la presenza di fistole o ascessi perianali. Inoltre, ha sottolineato che l’infiammazione intestinale può manifestarsi anche a livello articolare, cutaneo e oculare.

Per affrontare il problema, è fondamentale che il paziente riconosca questi sintomi e si rivolga al medico di medicina generale per esami di primo livello, come quelli del sangue e delle feci, che possano confermare o meno il sospetto di malattia infiammatoria cronica intestinale, avviando poi una valutazione specialistica.

Come ricercatrice, la dr.ssa Variola ha evidenziato il ruolo cruciale del microbiota nelle patologie intestinali. Il microbiota è fondamentale in tutte le fasi della patologia, dall’esordio alle riacutizzazioni, fino alla modulazione delle manifestazioni extraintestinali e al metabolismo di alcuni farmaci. Le attuali linee guida internazionali raccomandano l’uso di probiotici in due contesti clinici specifici: la prevenzione della pouchite e la colite ulcerosa lieve-moderata con intolleranza alla mesalazina. Tuttavia, la dr.ssa Variola prevede che in futuro le indicazioni verranno ampliate, includendo anche aspetti nutrizionali, particolarmente rilevanti per la malattia di Crohn.

Durante l’evento presso il Reparto di Gastroenterologia dell’ospedale veronese, è stato discusso anche il ruolo del farmaco vegetale tradizionale a base di Menthacarin® nel trattamento delle patologie funzionali gastro-intestinali. Secondo la dr.ssa Heide De Togni, il farmaco ha dimostrato un profilo di efficacia e sicurezza significativo, basato su 13 studi clinici e 2 studi osservazionali che hanno coinvolto oltre 3100 pazienti. I risultati mostrano un miglioramento significativo dei sintomi come dolore addominale, gonfiore, crampi e meteorismo già dopo due settimane di trattamento, con ulteriori miglioramenti nel lungo termine.

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