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Maestra di sostegno, quando serve davvero?

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La maestra di sostegno viene inserita in una classe per scelta del preside. Tuttavia a tale azione precede una valutazione da parte degli altri insegnanti che hanno già informato i genitori della situazione critica.

Una figura sovente non voluta dalle famiglie, ma indispensabile per la serenità del bimbo e dei compagni.

L’insegnante di sostegno è un docente specializzato nel settore antropo – psico – pedagogico. La sua presenza è fondamentale in una classe ove vi è un alunno affetto da disabilità o deficit di tipo fisico, psichico o sensoriale ma vi sono altri casi eccezionali in cui si opta per la presenza di un’insegnante di sostegno.

La figura di sostegno dev’essere garantita nel percorso del piccolo utente, dalla scuola materna all’università. Il suo ruole è principalmente quello di favorire l’inclusione in una classe ma anche aiutare l’alunno nel comprendere e seguire, tenendo conto dei reali limiti, il programma didattico annuale.

Tutti i percorsi scolastici sono importanti ma gli anni di scuola primaria sono indubbiamente la base per una crescita culturale.
È in questa fase che si evince palesemente un eventuale disturbo. Se il bambino mostra dei responso alterati alle spiegazioni e agli step di apprendimento, probabilmente è affetto da qualche deficit.

Durante il percorso presso la scuola materna è possibile scorgere dei campanelli d’allarme ma non avendo contatti diretti con attività più complesse e tenendo conto che ogni bambino ha i propri tempi d’apprendimento e di crescita, non è semplice individuare un deficit a meno che questo non sia evidente.

Le disabilità fisiche invece sono lampanti, quelle psichiche e ancor più quelle sensoriali sono più celate.

I disturbi specifici dell’apprendimento sono molto comuni e si evincono nella fase in cui il bambino frequenta la scuola primaria. Questi si manifestano sotto forma di vere e proprie difficoltà nel mantenere l’attenzione, comprendere e seguire appieno la lezione, difficoltà nel leggere e nel comprendere ciò che si sta leggendo, difficoltà nel risolvere operazioni di calcolo e altro.

Naturalmente, un bambino che non riesce a seguire potrebbe manifestare anche altri sintomi o sviluppare caratteristiche caratteriali nocive per se stesso e per gli altri. Ad esempio il bimbo potrebbe mostrarsi particolarmente aggressivo o isolarsi completamente. In questi casi, sono proprio gli altri docenti, in concomitanza al preside che dirige l’intero istituto, a scegliere una maestra di sostegno qualificata, che segua il bambino e lo aiuti a integrarsi; scegliendo una metodica di apprendimento adeguato e contrastando la negatività. Il suo compito sarà quello di creare uno schema di eventuali interventi idonei, sollecitare il piccolo a collaborare con la classe e dedicarsi a progettazioni, nonché realizzazioni di compiti e attività adeguati.

Come accennato, una disabilità fisica è tangibile e per far fronte a dei limiti concreti, la figura di sostegno è imprescindibile ma i deficit relativi ai disturbi dell’apprendimento, se non particolarmente marcati, richiedono certificazioni adeguate.
La maestra di sostegno inoltre, vede il suo ruolo non solo affianco di portatori di disabilità ma anche di bambini particolarmente vivaci. I motivi disciplinari sono quei casi eccezionali che implicano la presenza di una figura di sostegno. In questo caso, la maestra dovrà seguire e stoppare degli atteggiamenti negativi e particolarmente esuberanti, promuovendo altre attività che distraggano ma soprattutto possano servire al bambino nell’apprendere gli errori fatti o potenziali, traendone dei messaggi positivi.

La maestra di sostegno viene inserita in una classe per scelta del preside. Tuttavia a tale azione precede una valutazione da parte degli altri insegnanti che hanno già informato i genitori della situazione critica.
Nel caso in cui ciò non avvenga, il genitore deve richiedere espressamente l’ausilio di una figura di sostegno, consultando prima un neuropsichiatra e se il responso di qualsiasi tipo di deficit sarà positivo, si potrà procedere con la richiesta formale.
Purtroppo l’istruzione è continuamente sotto assedio da parte dello Stato. I fondi subiscono innumerevoli tagli e garantire una gestione perfetta dell’istituto scolastico non è sempre facile per un preside. Ciò implica che per la richiesta di una maestra di sostegno, ci si deve munire di una dichiarazione ufficiale, espletata da uno o più medici specialisti e procedere con la domanda formale che sarà girata agli uffici comunali, i quali si occuperanno di fornire la figura richiesta, talvolta interpellando altri enti.

Per procedere con la richiesta di sostegno è necessario possedere la certificazione L.104/92 e il Certificato per l’integrazione scolastica (CIS). 
La documentazione va consegnata dai genitori o chi ne fa le veci, presso la segreteria della scuola. La richiesta sarà protocollata e tenuta in stand-by finché il bambino non si sarà sottoposto alla visita medica presso la Commissione Asl e INPS.

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