Dal congresso Sat del 2018 a una community internazionale che organizza spedizioni ed eventi outdoor esclusivamente al femminile
Nel 2018, durante il congresso della Sat intitolato “Montagna al femminile”, una pilota di elicotteri, una rifugista e diverse guide alpine salirono sul palco per raccontare le difficoltà concrete di esercitare professioni da sempre considerate appannaggio maschile: la fatica fisica, la pressione sociale, la quasi impossibilità di costruire una famiglia pur vivendo e lavorando in quota. Da quella mattinata nacque l’idea che avrebbe poi preso forma come progetto Donne di Montagna.
L’anno successivo, nel 2019, Arco di Trento ospitò il primo meeting italiano delle donne guide alpine, un evento che segnò il passaggio da semplice intuizione a realtà organizzata. Da lì in poi, si susseguirono iniziative che coinvolsero centinaia di appassionate in tutta Italia, costruendo progressivamente una rete di relazioni e competenze che oggi costituisce il nerbo operativo del progetto.
La fondatrice è Marzia Bortolameotti, che ha trasformato quella scintilla congressuale in una struttura articolata, con un team composto da professioniste di ambiti diversi ma complementari. Accanto alle accompagnatrici di media montagna come Naomi Rolano, il gruppo include guide alpine certificate UIAGM come Elisabetta Caserini e Giorgia Felicetti, alpiniste professioniste come Federica Mingolla, guide alpine con specializzazioni ulteriori come Elisabetta Ceaglio — nivologa — e Marika Favè, anche maestra di sci. Anna Torretta è guida alpina e scrittrice, e proprio il suo nome compare nelle recensioni di chi ha raggiunto la vetta del Gran Paradiso con il gruppo. Il team comprende inoltre videomaker come Marta Cavallari, istrutttrici di sopravvivenza come Viola Sartori, guide di mountain bike come Giulia Comai — specializzata anche nel forest bathing Shinrin Yoku — e accompagnatrici cicloturistiche come Silvia Pezzetti. Completano la squadra le Tour LeadHER Rita Giannetti e Zeudi Liew, figure dedicate alla conduzione dei viaggi internazionali.
Questa varietà di profili non è casuale. Il progetto si regge su quattro valori dichiarati, che non sono semplici slogan ma orientano concretamente la selezione delle attività e il modo in cui vengono proposte. Il primo è la sorellanza: ogni escursione è pensata come spazio in cui le partecipanti si supportano reciprocamente, condividono esperienze personali e costruiscono legami che, secondo la filosofia del progetto, sopravvivono all’avventura stessa. Il secondo valore è l’inclusione, declinata in senso ampio: le attività sono aperte a donne di qualsiasi età, livello di preparazione fisica e provenienza culturale, con la stessa accoglienza riservata sia alle principianti assolute che alle escursioniste esperte.
Il terzo pilastro è la formazione, gestita attraverso una Academy interna che propone corsi tenuti da professionisti del settore su discipline che spaziano dall’arrampicata allo scialpinismo, dall’alpinismo fino ad altre specializzazioni outdoor. L’obiettivo dichiarato non è formare atlete competitive, ma donne capaci di muoversi in montagna in sicurezza, preferibilmente in compagnia di altre donne. Il quarto valore riguarda il benessere psicofisico: le esperienze proposte alternano momenti di impegno fisico intenso a fasi di relax e contatto con la natura, nella convinzione che l’attività all’aria aperta produca effetti positivi documentabili tanto sul corpo quanto sulla sfera mentale.
Il salto di scala è avvenuto grazie al digitale. La community online ha amplificato la portata del progetto ben oltre i confini regionali, trasformando quello che era un network locale di professioniste in una piattaforma capace di organizzare viaggi, esperienze outdoor ed eventi internazionali. Le destinazioni toccate coprono scenari molto diversi tra loro: le recensioni verificate da Trustindex documentano esperienze nel Parco Nazionale dello Stelvio, sul Gran Paradiso, sull’Isola d’Elba, sul Monte Luco e lungo la GTE — Grande Traversata delle Alpi — percorsa interamente da un gruppo che ha poi celebrato il traguardo collettivo con un eloquente “Berg Heil”.
Le recensioni disponibili offrono dettagli operativi utili per capire come funziona concretamente il servizio. Più di un commento sottolinea la qualità dell’organizzazione logistica, descritta come precisa e puntuale. Emerge anche la capacità delle guide di adattarsi in tempo reale alle condizioni meteo avverse — come documentato dall’esperienza con la guida Giorgia, che aveva sempre pronto un piano alternativo altrettanto valido. Un’altra caratteristica ricorrente è la dimensione emotiva delle esperienze: molte partecipanti descrivono le uscite come occasioni per superare limiti personali percepiti come invalicabili, con il supporto attivo delle compagne di gruppo.
La struttura attuale di Donne di Montagna è un caso interessante di come un’iniziativa nata da un dibattito sulle discriminazioni di genere nelle professioni alpine si sia evoluta in un operatore turistico specializzato, capace di coniugare competenza tecnica, costruzione di community e attenzione al mercato femminile del turismo outdoor — un segmento in espansione a livello europeo. Le attività spaziano da singole giornate di escursionismo a spedizioni di più giorni, con un catalogo che si aggiorna continuamente grazie alla rete di professioniste coinvolte nel progetto.
Per saperne di più, visita il sito ufficiale.


