Dal centro di terzo livello all’accreditamento ESGO, passando per la simulazione ad alta fedeltà e le reti internazionali: il modello formativo che punta all’autonomia clinica completa
La ginecologia è forse l’unica specialità medica che accompagna una persona lungo l’intero arco della vita femminile: dall’infanzia all’adolescenza, dalla contraccezione alla gravidanza, dal climaterio alla menopausa e oltre. Non è solo una disciplina tecnica, è una relazione continuativa, fatta di ascolto, di fiducia e di scelte condivise nei momenti più intimi dell’esistenza. Su questa consapevolezza poggia l’impianto formativo della Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Udine, diretta dalla professoressa Lorenza Driul, che guida anche il Dipartimento Donna Mamma Bambino dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale.
La scuola si inserisce all’interno della clinica di ostetricia e ginecologia di Udine, che non è una struttura qualunque: si tratta di un centro di terzo livello, classificato come primo punto nascita della regione Friuli Venezia Giulia per volume di parti nel 2024. Questo dato da solo racconta molto della densità clinica in cui gli specializzandi si trovano a lavorare ogni giorno. Ma la struttura non si distingue solo per i numeri: è anche centro accreditato ESGO — la Società Europea di Oncologia Ginecologica — per la chirurgia del carcinoma endometriale e del carcinoma ovarico. Un doppio riconoscimento che certifica la conformità agli standard europei più rigorosi in ogni fase del percorso oncologico, dalla diagnosi alla terapia chirurgica.
Il percorso formativo dura cinque anni e vale 300 crediti formativi, strutturati per costruire progressivamente la piena autonomia professionale. L’obiettivo dichiarato non è semplicemente trasferire un bagaglio tecnico, ma formare medici capaci di integrare competenze cliniche, sensibilità relazionale e rigore scientifico. Questo si traduce in una presenza attiva degli specializzandi in ambulatori, sale parto e sale operatorie fin dai primi mesi, con un’esposizione alla casistica reale che nelle scuole di grandi dimensioni spesso viene posticipata nel tempo.
La dimensione contenuta del gruppo di specializzandi è una scelta strutturale, non una limitazione. In un contesto in cui il numero di corsisti è ridotto, ogni studente entra subito nel vivo dell’attività clinica: segue le pazienti direttamente, partecipa alle visite ambulatoriali, opera sia in sala parto che in sala operatoria con una continuità che sarebbe difficile garantire in ambienti più affollati. La presenza costante di un tutor che insegna ma lascia anche spazio all’iniziativa, quando lo specializzando è pronto, crea le condizioni per uno sviluppo professionale concreto e misurabile.
Uno degli ambiti in cui la clinica di Udine ha costruito un’identità specifica è la gestione dell’endometriosi. Il centro è riconosciuto come riferimento regionale per la diagnosi e il trattamento di questa patologia, che colpisce milioni di donne e rimane spesso sottodiagnosticata per anni. Il Friuli Venezia Giulia ha avuto il merito di essere tra le prime regioni italiane a dotarsi di una legge dedicata all’endometriosi, finalizzata a promuovere prevenzione, diagnosi precoce e consapevolezza pubblica. La clinica di Udine ha tradotto questo mandato istituzionale in un approccio terapeutico multimodale che considera la patologia nella sua complessità, includendo le comorbidità frequentemente associate: depressione, fibromialgia, sindrome dell’intestino irritabile, cistiti ricorrenti. Gli specializzandi frequentano attivamente l’ambulatorio dedicato all’endometriosi e al dolore pelvico cronico, apprendendo le tecniche per una valutazione ecografica accurata, le strategie terapeutiche integrate e il follow-up delle pazienti nel tempo.
Il capitolo dell’oncologia ginecologica è altrettanto centrale. Le neoplasie dell’endometrio e dell’ovaio rappresentano sfide cliniche significative, che richiedono competenze chirurgiche avanzate e un approccio multidisciplinare. L’accreditamento ESGO per entrambe le patologie — ottenuto insieme al professor Giuseppe Vizielli — garantisce alle pazienti che ogni passaggio del percorso di cura rispetti criteri di qualità validati a livello europeo. Per gli specializzandi, significa essere formati in un contesto in cui la chirurgia oncologica non è un’attività marginale ma una colonna portante della didattica quotidiana.
A supportare la formazione pratica c’è anche il centro di simulazione ad alta fedeltà, che consente agli specializzandi di esercitarsi in scenari realistici prima di affrontare situazioni reali su pazienti veri. I simulatori coprono sia l’ambito ostetrico — con scenari dedicati alla distocia di spalle e alle emergenze ostetriche — sia quello chirurgico, con simulatori per la chirurgia laparoscopica e isteroscopica. Questo approccio riduce il margine di incertezza nel momento del passaggio dalla simulazione alla pratica clinica, costruendo sicurezza e competenza in un ambiente protetto e controllato.
La rete formativa della scuola non si limita al perimetro dell’ospedale di Udine. La struttura extraregionale prevede la frequenza dei punti nascita dell’intera Azienda Ospedaliera Friuli Centrale, con accesso anche all’ospedale di Pordenone e a quello di Belluno. Ma il respiro internazionale è altrettanto rilevante: gli specializzandi possono accedere a periodi di formazione presso centri di eccellenza come la Mayo Clinic di Boston, il King’s College di Londra, il Policlinico Gemelli e il Bambin Gesù di Roma, l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. A questi si aggiungono accordi con il CUAMM — Medici con l’Africa — che aprono esperienze formative in contesti di cooperazione internazionale in paesi come Sierra Leone, Angola e Madagascar. Queste esperienze non solo ampliano le competenze cliniche, ma costruiscono una visione della medicina che tiene conto delle disuguaglianze globali nell’accesso alle cure.
La produzione scientifica è parte integrante del percorso e non un’attività opzionale riservata a chi aspira alla carriera accademica. Gli specializzandi partecipano attivamente alla stesura e alla pubblicazione di articoli su riviste internazionali, presentano i propri lavori ai congressi nazionali ed europei e sono coinvolti in protocolli di ricerca multicentrici. Nell’arco dei cinque anni di specializzazione, ogni studente costruisce un curriculum scientifico solido, che si affianca alle competenze cliniche e diventa parte del profilo professionale complessivo. Il centro partecipa a numerosi studi multicentrici nazionali e internazionali che nei prossimi anni contribuiranno al progresso delle conoscenze in chirurgia oncologica e patologia ostetrica.
La formazione si completa con l’organizzazione di convegni di rilevanza nazionale e internazionale, corsi teorico-pratici avanzati e sessioni di full immersion dedicate alle sfide cliniche più complesse. Questi appuntamenti non sono solo occasioni di aggiornamento: sono momenti in cui gli specializzandi si confrontano con esperti internazionali, portano i propri contributi e si misurano con la comunità scientifica allargata.
Al termine del percorso, le competenze acquisite coprono un arco molto ampio: chirurgia ginecologica su patologia benigna, oncologia ginecologica, ostetricia e patologia ostetrica, diagnostica ecografica, gestione delle emergenze, ricerca clinica. Le opportunità professionali sono corrispondentemente diversificate: ospedali pubblici, consultori territoriali, centri di procreazione medicalmente assistita, ambulatori specialistici in patologia ostetrica e ginecologica. Il mercato del lavoro per i ginecologi competenti è in espansione per ragioni demografiche precise: l’invecchiamento della popolazione aumenta la domanda di cure ginecologiche nella fascia postmenopausale, le gravidanze ad alto rischio richiedono competenze ostetriche sempre più raffinate, e la crescente consapevolezza pubblica sulle patologie femminili — dall’endometriosi ai tumori ginecologici — genera una domanda di specialisti preparati che supera l’offerta disponibile.

