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Il cambio del pannolino, momento di crescita e di relazione

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OKmamma

Lo sviluppo cerebrale dei bambini è direttamente influenzato dalle interazioni con chi quotidianamente se ne prende cura, anche un’attività di routine come il cambio del pannolino assume la sua importanza.

Se affrontate con un approccio differente, le centinaia di ore spese nel cambio di pannolino possono diventare per il neonato un momento di crescita importante influenzando positivamente il suo sviluppo emotivo e neurosensoriale

Poiché lo sviluppo cerebrale dei bambini è direttamente influenzato dalle interazioni con chi quotidianamente se ne prende cura, anche un’attività di routine come il cambio del pannolino assume la sua importanza. È stato calcolato che nei primi tre anni di vita di un bambino si effettuano in media 5.000 cambi di pannolino, per un totale di circa 250 ore trascorse in questa attività. Considerato che i bambini si formano un’idea del mondo in base alle esperienze che fanno e a come vengono trattati, si tratta di un tempo non proprio trascurabile. Ovviamente non siamo sempre nelle condizioni ideali di dedicare tempo a totale dedizione a questa attività ma è importante riflettere su come valorizzare al meglio anche questo momento per il benessere del piccolo. Un approccio non frettoloso (quando possibile!), attento alle esigenze del del neonato e al suo punto di vista può contribuire a trasformare una routine in un momento di crescita e relazione. Ecco le indicazioni della dott.ssa Daniela Pergola, ostetrica e divulgatrice scientifica per Mustela ( marchio detenuto dalla società Laboratoires Expanscience. Associato a una linea di prodotti per la cura e l’igiene della pelle dei neonati e delle madri) per un cambio di pannolino a perfetta misura di bambino.

Il cambio visto con gli occhi di un bambino

Come l’ambiente per il cambio deve essere confortevole, anche l’atteggiamento di chi lo effettua dovrebbe essere altrettanto accogliente. «In generale, il consiglio è di provare a considerare la situazione dalla prospettiva del bambino – spiega la dott.ssa Daniela Pergola – Il piccolo ad esempio, potrebbe trovarsi a disagio a causa di fattori ambientali che magari non notiamo, come una luce troppo forte puntata direttamente sugli occhi, o la temperatura della stanza non adeguata, o ancora potrebbero esserci degli oggetti sul fasciatoio che lo infastidiscono. La stanza dovrebbe essere sufficientemente calda, dato che si sta per spogliare il bambino, ma anche senza luci violente, spifferi o condizioni di instabilità». È chiaro che parlando di bebè, è fondamentale considerare la sicurezza del luogo in cui ci si muove: «Pur tenendo presente che ogni situazione è diversa – spiega la dott.ssa Pergola – è importante cercare di assicurarsi le condizioni più sicure possibili. Per esempio, si deve evitare di posizionare il fasciatoio su superfici instabili o su un mobile senza un fissaggio adeguato: il rischio è che l’appoggio si sposti e il piccolo scivoli. Inoltre, “nell’area di cambio” dovrebbe esserci abbastanza spazio perché i bambini possano muoversi liberamente senza il pericolo di urtare mobili od oggetti, magari appuntiti o taglienti. Infine, non lasciare mai solo il bambino sul fasciatoio né sotto la supervisione di fratelli o sorelle».

Attenzione alla pelle

La pelle dei neonati è significativamente più sottile e più sensibile rispetto a quella degli adulti. Questa maggiore sensibilità rende la pelle del neonato più suscettibile a irritazioni e disidratazioni, specialmente in un ambiente umido come quello creato all’interno di un pannolino. È molto importante prestare attenzione a questo aspetto. «In passato si dava meno importanza alla cura della pelle ma oggi sappiamo necessita di una cura più specifica. Se un bambino fa solo pipì, l’acqua può essere sufficiente, ma è fondamentale asciugarlo bene per evitare la creazione di un ambiente umido. Spesso i genitori agiscono in fretta perché agitati dal pianto – a volte disperato – del neonato e in effetti per qualcuno sembra che il fasciatoio “abbia le spine”. Dobbiamo, però, provare a mantenere la calma per quanto possibile e prenderci il tempo necessario per asciugare con attenzione tutte le pieghe e pieghette dell’anatomia femminile e maschile, in modo da essere certi che non restino tracce di umidità. La delicatezza in questi casi è imprescindibile: meglio asciugare tamponando piuttosto che sfregando per evitare irritazioni». Sciacquare con acqua è sufficiente quando il bambino fa solo la pipì: «La pulizia nel caso di feci è un po’ più complessa perché contengono grassi che l’acqua da sola non può rimuovere completamente. In questi casi è necessario usare un detergente delicato che garantisca una pulizia efficace. Molti casi di dermatite da pannolino sono effettivamente attribuibili a una pulizia non adeguata. Usando questa procedura si minimizza il rischio di irritazioni cutanee e si contribuisce al benessere generale del neonato. In alcuni casi, potrebbe essere utile utilizzare prodotti specifici per la pelle sensibile del neonato, con ingredienti controllati e sicuri». Un piccolo consiglio nel caso in cui sia ancora presente il moncone del cordone ombelicale: «In questo caso è utile prendere alcune precauzioni durante il cambio. Una di queste è fare un piccolo risvolto alla cintura del pannolino per evitare che copra il moncone. Questo permette una migliore aerazione dell’area, facilitando così l’asciugatura e la caduta naturale del moncone».

Approfittane per un massaggio

Il momento del cambio del pannolino può essere molto più di un semplice compito di routine. Se affrontato nel modo giusto e nelle condizioni adeguate, può diventare un’occasione per stimolare il bambino e rafforzare il legame con il genitore, ad esempio attraverso attività come il massaggio. Questa pratica aiuta il neonato a rilassarsi, contribuisce a ridurne l’irritabilità ed efficace nel trattare problemi gastrointestinali comuni nei primi mesi di vita, come gas, coliche e difficoltà intestinali. Ma non è tutto. «I massaggi non sono solo un modo per rilassare il bambino, ma hanno anche un impatto positivo sul suo sviluppo neurosensoriale. Contribuiscono certamente a produrre endorfine (gli ormoni del piacere) ma stimolano anche il sistema cerebrale, aiutando il bambino a diventare più consapevole del proprio corpo e della propria posizione nello spazio. Questa consapevolezza corporea è particolarmente importante per i neonati, che stanno ancora scoprendo le diverse parti del proprio corpo e come esse si rapportano tra loro e con lo spazio che li circonda». Ovviamente, non sempre ci saranno il tempo o la possibilità di trasformare ogni cambio pannolino in un’occasione speciale, ma è bello sapere che, quando è possibile, può diventare un’esperienza ricca e gratificante per genitore e figli.

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