Da un paesino della Liguria ai vertici del business globale: la carriera di chi non accetta il punto di partenza come destino
Da un paesino della Liguria ai vertici del business globale: la carriera di chi non accetta il punto di partenza come destino

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Cristina Scocchia intervistata da Inès Makula nel podcast Made IT
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La conoscenza è il faro che illumina ogni nostro passo.

Un’intervista che tutti dovrebbero vedere. Intensità, dedizione e disciplina, rispetto, ambizione.

Cristina Scocchia ha risposto a sei anni con la stessa sicurezza con cui avrebbe risposto a quaranta: da grande volevo fare l’amministratore delegato. In un paesino di duemila abitanti vicino a Sanremo, con una madre maestra alla scuola materna e un padre insegnante di educazione tecnica alle medie, quella risposta suonava come quella di chi vuole fare l’astronauta o il pompiere. Eppure è diventata una delle pochissime donne in Italia ad aver ricoperto il ruolo di CEO per tre volte consecutive: prima di L’Oréal Italia, poi di Kiko Milano, oggi di illycaffè.

La distanza tra il sogno e la realtà ha cominciato a farsi concreta quando, lasciato il piccolo mondo di Colli di Rodi per frequentare il liceo a Sanremo, Scocchia ha scoperto l’esistenza di un divario economico che fino ad allora non aveva percepito. I compagni avevano studiato le lingue all’estero, avevano viaggiato, avevano possibilità che la sua famiglia non poteva permettersi. La prima vacanza l’avrebbe pagata col primo stipendio di Procter & Gamble. Fu suo padre, seduti davanti al mare a guardare le colline, a darle la bussola con cui avrebbe orientato tutta la carriera: «C’è chi è nato in cima a quella collina, c’è chi ci arriverà in elicottero, c’è chi con la macchina e l’autista. Tu puoi lamentarti, e avresti anche una valida ragione. Ma lamentarti non ti porterà da nessuna parte. Se vuoi arrivare là, smetti di lamentarti e mettiti a correre.» La parte più preziosa del discorso, però, era un’altra: non è importante se ce la fai. È importante trovare il coraggio di provarci.

Quell’insegnamento si è tradotto, negli anni, in un principio operativo preciso: non permettere al tuo punto di partenza di definire né chi sei né chi vuoi diventare.

La battaglia per andare alla Bocconi, contro la tradizione familiare che prevedeva l’università a Torino dalla zia Gabriella senza pagare l’affitto, è durata mesi di silenzi a tavola e di battute surreali come «passa il sale a tuo marito». Alla fine, padre e figlia si sono incontrati a metà scala, si sono commossi e si sono abbracciati. Il padre le ha detto che con quella determinazione forse avrebbe realizzato i suoi sogni, poi le ha comunicato la cifra dei risparmi disponibili: sarebbero bastati due, forse tre anni. Il resto avrebbe dovuto trovarlo da sola.

La svolta arriva a un career day universitario a cui Scocchia non voleva nemmeno partecipare. La convincono che i manager americani di Procter & Gamble avrebbero detto «americanate». Invece sente parlare di talento, merito, ascensore sociale, investimento nel potenziale indipendentemente dal passaporto. Scrive il curriculum con le poche cose disponibili a vent’anni — i boy scout, il volontariato in Croce Rossa — e non riceve risposta per un anno intero. Quando finalmente la convocano per un test scritto, lo affronta con una concentrazione tale da ricordare ancora quasi tutte le domande. Supera lo scritto. Al colloquio orale si trova davanti un’americana con un accento incomprensibile che la accusa di aver mentito sul livello di inglese. Scocchia le risponde che se le spiega cosa significa «you are cheating» può rispondere alla domanda. Riesce comunque a strappare un secondo colloquio con il responsabile italiano, che le chiede dove si vede tra quindici anni. Risposta: a fare l’amministratore delegato. L’uomo spalanca gli occhi. «Mi han detto di tutto, anche che volevano il mio posto. Ma non che volessero diventare il mio capo.» La risposta gli è piaciuta. Inizia una carriera che durerà sedici anni.

Il contratto prevede uno stage prima dell’assunzione definitiva, ma Scocchia non è ancora laureata. Strappa un patto con il CEO Tony Belloni: stipendio da laureata, responsabilità da laureata, zero giorni di ferie e zero permessi, in cambio del completamento della laurea entro tre anni. Per tre anni lavora dalle nove del mattino alle dieci di sera, studia dalle undici di notte alle tre o quattro del mattino, e il sabato sera fa turni sulle ambulanze della Croce Rossa. Una volta la portano in ospedale convinta di avere la salmonella: dormì due giorni di fila. Era esaurimento. Si è laureata a dicembre, con i tre anni che scadevano a gennaio.

La disciplina, dice Scocchia, è il ponte tra il sogno e la realtà. La carriera non è uno sprint sui cento metri: è una maratona con salite, crampi e cadute. E nelle cadute bisogna ritrovare il perché si è cominciato a correre.

Il profilo professionale che emerge da questi anni in Procter & Gamble è quello di qualcuno che non cerca la stabilità ma il rischio controllato. Il primo turnaround lo affronta su Corega, un adesivo per dentiere — ben lontano dai profumi e dalla cosmetica che aveva chiesto — ma capisce lì che le piace «l’adrenalina del portare la nave fuori dalla tempesta». Quella specializzazione nei momenti di crisi diventa il filo conduttore di tutte le esperienze successive. L’Oréal Italia attraversava anni di difficoltà quando la chiamano. Kiko Milano aveva perso rotta e redditività: in due anni di ristrutturazione vengono chiusi 137 negozi — il 14% del totale mondiale — con tutto il peso umano che questo comporta. Il 14 febbraio 2020 annuncia al consiglio di amministrazione che il turnaround è completato. Tre settimane dopo arriva il paziente uno di Codogno. Con mille negozi chiusi in tutto il mondo e un’azienda appena uscita dalla ristrutturazione, decide di sospendere le attività prima ancora che la legge lo imponesse e trascorre tre giorni e tre notti — cambiando i fusi orari — a comunicare a settemila persone l’ingresso in cassa integrazione, con una promessa precisa: nessuno sarebbe stato lasciato indietro….

Vi lasciamo qui l’intera imperdibile intervista.

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