Chatbase lancia la funzione voice per agenti AI: ecco come le imprenditrici digitali possono usarla per offrire supporto clienti in tempo reale, senza assumere nessuno
Immagina che una cliente visiti il tuo shop online alle undici di sera, curiosa di sapere se la felpa che ha visto sui social è disponibile nella sua taglia. Invece di trovare un modulo di contatto silenzioso o un chatbot che risponde con frasi preconfezionate, sente una voce cordiale, nel tono del tuo brand, che le risponde esattamente come faresti tu. Non è fantascienza: è ciò che la nuova funzione voice di Chatbase permette di fare già oggi.
Chatbase, piattaforma per la creazione di agenti AI personalizzati, ha integrato la possibilità di rendere vocale il proprio assistente. L’agente non si limita a scrivere: parla. E lo fa con la voce, il ritmo e il tono che scegli tu, in base a come vuoi che il tuo brand venga percepito da chi ti compra qualcosa.
Come funziona nella pratica
Per capire la portata concreta di questa novità, vale la pena partire da un esempio reale. Un agente AI addestrato su un negozio Shopify è in grado di rispondere a domande come “Quali prodotti vendi?” con risposte precise e contestualizzate, elencando articoli disponibili, varianti e prezzi, esattamente come farebbe una collaboratrice competente. Se il negozio ha attivato i widget Shopify, l’agente può anche mostrare i prodotti direttamente nella chat, combinando voce e interfaccia visiva.
Il punto di partenza è la sezione Impostazioni della piattaforma, dove si trova la voce dedicata alla configurazione vocale. Da qui si gestiscono tutti gli aspetti dell’agente: il consumo di crediti, il modello di intelligenza artificiale utilizzato, la voce scelta, i messaggi di apertura, le registrazioni delle sessioni e i limiti di utilizzo.
I crediti e i modelli disponibili
Il sistema funziona a crediti. Con un modello come ChatGPT, il costo è di un credito per ogni richiesta più sei crediti per ogni minuto di conversazione vocale. Chatbase mette a disposizione una vasta gamma di modelli tra cui scegliere: tutti quelli di OpenAI, i modelli Claude di Anthropic, i modelli Gemini di Google e molti altri. Questa flessibilità permette di calibrare il rapporto tra costo e prestazioni in base alle esigenze specifiche del proprio business.
C’è anche un parametro chiamato temperatura che regola il comportamento dell’agente. Con una temperatura bassa, l’agente si attiene strettamente alle informazioni su cui è stato addestrato e fornisce risposte coerenti e ripetibili. Alzando la temperatura, l’agente diventa più creativo: usa analogie, arricchisce le risposte, varia il lessico. Per un ecommerce che vende prodotti lifestyle o di nicchia, questa seconda modalità può rendere le conversazioni più calde e meno meccaniche.
La voce giusta per ogni brand
La scelta della voce è forse l’aspetto più interessante per chi gestisce un negozio online con una sua identità precisa. Chatbase offre decine di voci disponibili in moltissime lingue, con possibilità di regolare tre parametri distinti. La velocità determina quanto rapidamente parla l’agente. La stabilità decide se la voce sarà più espressiva, con variazioni naturali di tono, oppure più uniforme e rassicurante. La similarità, infine, regola quanto la voce generata si avvicina al campione originale scelto.
Per un brand che si rivolge a clienti italiane, ad esempio, è possibile selezionare una voce femminile in italiano con un ritmo naturale e un tono caldo, senza sembrare artificiale. Questo dettaglio cambia radicalmente la percezione del servizio da parte di chi lo usa.
Il messaggio di benvenuto e la gestione degli errori
Uno strumento utile è la possibilità di impostare un messaggio di apertura personalizzato. Non appena la cliente clicca sull’icona vocale, sente immediatamente una voce che si presenta con il nome scelto e il nome del brand. Un esempio pratico potrebbe essere “Ciao, sono Giulia di Atelier Rosso, come posso aiutarti oggi?”. Questa prima impressione vocale sostituisce il freddo lampeggiare di un cursore e mette subito la cliente a proprio agio.
È anche possibile configurare messaggi specifici per la gestione degli errori, in modo che l’agente sappia sempre cosa dire quando non riesce a elaborare una richiesta, senza lasciare silenzi imbarazzanti o risposte vuote.
Registrazioni e limiti: il controllo rimane tuo
Per chi vuole migliorare nel tempo la qualità del supporto, la funzione di registrazione delle sessioni è particolarmente preziosa. Riascoltare le conversazioni permette di capire dove i clienti si bloccano, quali domande tornano più spesso e come affinare le istruzioni date all’agente. È un processo di ottimizzazione continua che non richiede competenze tecniche avanzate.
La sezione dedicata ai limiti permette di tenere sotto controllo i costi e la gestione operativa. Si può impostare un numero massimo di sessioni vocali giornaliere, una durata massima per ogni singola chiamata e un tetto complessivo alle chiamate quotidiane. Questo sistema di controlli è pensato per evitare sorprese in bolletta e per garantire che il servizio rimanga sostenibile anche nelle fasi di crescita rapida del proprio shop.

