Office EU nasce nei Paesi Bassi, gira su server tedeschi e punta a diventare l’alternativa sovrana a 365 e Workspace entro il 2026
L’ottanta per cento del mercato cloud europeo, stimato in 112 miliardi di euro, è nelle mani di operatori statunitensi. Lo certifica un rapporto recente degli Osservatori del Politecnico di Milano, che documenta anche come il 37% delle grandi aziende italiane abbia già avviato valutazioni concrete per riportare i propri carichi di lavoro critici su infrastrutture europee. In questo contesto è nata Office EU, una suite di produttività cloud che si propone come alternativa diretta a Microsoft 365 e Google Workspace, con dati conservati esclusivamente all’interno dell’Unione Europea.
Dietro il progetto c’è EUfforic Europe, società registrata nei Paesi Bassi a novembre 2024 e fondata dall’imprenditore olandese Maarten Roelfs. La sede operativa è all’Aia, mentre l’infrastruttura fisica che ospita i dati si trova nei data center di Hetzner, operatore tedesco con una reputazione consolidata nel mercato europeo. La scelta di Hetzner non è casuale: collocare i dati su un provider europeo privo di legami con la giurisdizione americana è il modo più diretto per sottrarsi all’applicazione del CLOUD Act statunitense del 2018, la legge federale che autorizza le autorità USA a richiedere l’accesso ai dati gestiti da aziende americane anche quando questi sono fisicamente archiviati fuori dagli Stati Uniti.
Il CLOUD Act si applica ogni volta che il provider è soggetto alla giurisdizione americana e mantiene il controllo tecnico sui dati, indipendentemente da dove si trovino i server. Microsoft e Google, per quanto abbiano costruito data center in Europa e offrano garanzie contrattuali sulla localizzazione dei dati, non possono sottrarsi a questo vincolo legale. Office EU, operando interamente sotto giurisdizione europea con un provider come Hetzner, elimina alla radice questa esposizione.
La suite non introduce tecnologie proprietarie sviluppate da zero. È invece la combinazione integrata di due piattaforme open source già mature. Nextcloud Hub gestisce la sincronizzazione dei file, i permessi granulari sulle cartelle e la compatibilità con protocolli standard come WebDAV, CalDAV e CardDAV. Collabora Online, ramo commerciale dell’azienda Collabora e derivato diretto di LibreOffice, fornisce l’editor documentale che funziona interamente via browser con un approccio di rendering server-side: il documento rimane elaborato sul server e il client riceve solo la rappresentazione grafica dell’interfaccia, riducendo l’esposizione dei contenuti durante la sessione di lavoro.
I formati supportati comprendono DOCX, XLSX e PPTX di Microsoft Office, oltre agli standard ISO OpenDocument, il che garantisce la compatibilità con i file prodotti dagli strumenti dominanti senza richiedere conversioni manuali. L’intera architettura si basa su codice sorgente aperto, condizione che permette verifiche di sicurezza indipendenti da parte di ricercatori o enti pubblici.
I moduli che compongono Office EU sono sette: EU Drive per l’archiviazione, EU Docs per i documenti di testo, EU Spreadsheet per i fogli di calcolo, EU Presentation per le presentazioni, EU Email per la posta elettronica, EU Calendar per la gestione degli appuntamenti e EU Talk per la messaggistica e le videoconferenze. Quest’ultimo modulo integra le funzionalità di comunicazione sincrona, riproducendo il perimetro funzionale che Microsoft copre con Teams e Google con Meet e Chat.
La FAQ del sito menziona anche funzionalità di intelligenza artificiale future, tra cui la sintesi automatica di documenti, la redazione assistita di testi, la trascrizione delle riunioni e la ricerca semantica all’interno dei propri file. Nessuna data è però indicata per queste funzioni, e il sito non specifica quale modello linguistico verrà integrato né se sarà eseguito localmente sull’infrastruttura europea o tramite API esterne.
Vale la pena chiarire la differenza tra Office EU e una semplice installazione autonoma di Nextcloud Hub, che chiunque può già scaricare e configurare. La distinzione riguarda il modello operativo: con Nextcloud self-hosted l’organizzazione, o il fornitore IT che la supporta, deve gestire aggiornamenti, backup, configurazione della sicurezza e monitoraggio continuo. Office EU si propone invece come servizio gestito, in cui queste responsabilità operative ricadono sul provider. Sul piano della conformità al GDPR questo non esonera il cliente da ogni obbligo, ma ridistribuisce una parte degli adempimenti tecnici in base ai contratti stipulati tra le parti.
Office EU non è la prima iniziativa europea in questa direzione. In Germania, il centro ZenDiS ha sviluppato openDesk, una piattaforma destinata alla Pubblica Amministrazione tedesca che usa uno stack molto simile: Nextcloud, Collabora Online, Element su Matrix per la messaggistica federata e Jitsi per le videoconferenze. In Francia, la PA ha adottato LaSuite, altra piattaforma collaborativa costruita con logiche analoghe di sovranità digitale. Office EU si distingue da questi progetti perché si rivolge esplicitamente anche alle aziende private e non solo agli enti pubblici, e perché punta a un modello commerciale con piani diversificati, incluso un livello gratuito.
Il servizio è al momento disponibile soltanto su invito attraverso una lista di attesa pubblicata in fondo alla homepage del progetto. EUfforic Europe non ha ancora reso pubblico il listino prezzi e non ha comunicato una data precisa per il lancio generale, indicando genericamente il secondo semestre del 2026 come orizzonte per la disponibilità aperta a tutti.

