Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?
Donald Trump ha scelto Truth Social per sferrare un attacco diretto a Papa Leone XIV, descrivendolo come “debole sul fronte della criminalità” e “pessimo in politica estera”. Non si tratta di una scivolata casuale: il presidente americano ha confermato ogni parola davanti ai giornalisti riuniti alla Casa Bianca, rifiutando categoricamente di scusarsi. “Non c’è nulla di cui scusarsi”, ha dichiarato Trump. “Ha detto cose che sono sbagliate.”
Il bersaglio immediato delle critiche presidenziali riguarda la posizione di Leone XIV sull’Iran. Il Papa aveva definito “inaccettabile” la minaccia americana di distruggere un’intera civiltà, invocando la pace in Medio Oriente con toni netti e pubblici. Trump ha risposto alzando la posta: “Non voglio un papa che critichi il presidente americano perché sto facendo esattamente quello per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia.”
Sul nucleare iraniano, il presidente ha poi aggiunto una motivazione che suona come giustificazione retroattiva: “Papa Leone non sarebbe contento del risultato finale. Ci sarebbero centinaia di milioni di morti, e questo non accadrà.”
A sostenere Trump è intervenuto il vicepresidente JD Vance, voce influente anche in ragione della sua conversione al cattolicesimo in età adulta. Ospite del programma “Special Report with Bret Baier” su Fox News, Vance ha tracciato una linea netta: “Ritengo certamente che, in alcuni casi, sarebbe preferibile che il Vaticano si attenesse alle questioni morali e che lasciasse che il presidente degli Stati Uniti si occupasse di definire le politiche pubbliche americane.” Un invito che suona più come un’ingiunzione.
Lo scontro tra la Casa Bianca e il Vaticano non è esploso sull’Iran. Le prime tensioni risalgono alla stretta sull’immigrazione voluta da Trump, con i raid condotti nelle principali città americane, inclusa Chicago, città di origine di Robert Prevost, il nome civile di Papa Leone XIV. In quella fase, il presidente aveva scelto di non replicare alle critiche provenienti da Roma. L’Iran ha cambiato il calcolo politico.
Trump nel post su Truth ha anche citato il fratello del Papa, Louis Prevost, come figura più comprensiva: “Preferisco di gran lunga suo fratello Louis che ha capito tutto.” Poco dopo, dallo stesso profilo, è apparsa un’immagine generata con l’intelligenza artificiale che raffigurava Trump come figura messianica. L’immagine è stata rimossa dopo una valanga di polemiche, ma il presidente ha tentato di sminuire la vicenda puntando il dito contro le “fake news” che avrebbero creato, a suo dire, un caso inesistente.
Durante la domenica delle Palme, Leone XIV aveva già lanciato un segnale politicamente leggibile, esortando a non usare Dio per giustificare la guerra. Le parole erano parse rivolte in modo specifico al segretario alla Difesa Pete Hegseth, noto per le sue frequenti citazioni religiose a sostegno delle operazioni militari americane in Medio Oriente.
La replica del Papa è arrivata direttamente dall’Algeria, prima tappa del suo viaggio apostolico in Africa che lo porterà anche in Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. Sbarcando ad Algeri, Leone XIV ha risposto ai giornalisti con toni misurati ma diretti: “Non mi fa paura” e “non voglio aprire un dibattito.” Ha poi aggiunto: “Non sono un politico: smettiamola con le guerre! Parlo del Vangelo: continuerò a farlo ad alta voce.”
Tra le reazioni politiche più nette è emersa quella di Giorgia Meloni. La premier italiana ha preso le distanze da Trump in modo pubblico e deciso, prima attraverso un comunicato istituzionale e poi martedì 14 aprile dal Vinitaly di Verona. “Quello che ho detto è quello che penso, che le dichiarazioni in particolare sul Pontefice fossero inaccettabili”, ha ribadito Meloni. “Francamente io non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo.”
La posizione di Meloni è significativa anche sul piano interno alla coalizione occidentale: si tratta di una delle voci più vicine all’amministrazione Trump in Europa, eppure in questo caso ha scelto la solidarietà esplicita al Pontefice, aggiungendo di voler rivolgere a Leone XIV “il ringraziamento e l’augurio più sincero” per il viaggio apostolico in corso.


