Come avere denti bianchi: sbiancamento dei denti

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Avere denti bianchi e luminosi è il desiderio di molti, ma è essenziale informarsi e consultare un professionista prima di intraprendere qualsiasi trattamento. Adottare buone abitudini alimentari e una corretta igiene orale può fare la differenza nel mantenere un sorriso splendente.

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Sbiancamento dei denti: metodi casalinghi e professionali, costi e alimenti dannosi

Lo sbiancamento dei denti è una pratica sempre più diffusa, sia per ragioni estetiche che per il desiderio di avere un sorriso luminoso e accattivante. Esistono vari metodi per ottenere denti più bianchi, sia a casa che presso uno studio dentistico. In questo breve articolo, esploreremo le diverse opzioni, i costi associati e gli alimenti che possono danneggiare lo smalto e macchiare i denti.

Fai da te: sbiancamento casalingo

Esistono numerosi kit disponibili in farmacia o online che promettono di sbiancare i denti in poche settimane. Questi kit contengono generalmente delle strisce sbiancanti da applicare sui denti o gel da utilizzare con appositi vassoi.

Pasta dentifricia sbiancante: Molte marche di dentifricio offrono varianti sbiancanti che aiutano a rimuovere le macchie superficiali grazie a particolari agenti abrasivi.

Rimedi naturali: Alcuni sostengono che rimedi come il bicarbonato di sodio o l’olio di cocco possano aiutare a sbiancare i denti, ma è essenziale consultare un dentista prima di provare questi metodi.

Affidati a un professionista: sbiancamento dal dentista

Laser: Questa tecnica utilizza un laser per attivare un gel sbiancante applicato sui denti, offrendo risultati rapidi e duraturi.

Sbiancamento professionale con gel: Simile al metodo casalingo, ma con concentrazioni più elevate di agenti sbiancanti, garantendo risultati più efficaci.

Costi: Lo sbiancamento professionale può variare da 200€ a 1000€, a seconda della tecnica scelta e della zona geografica.

Cibi che rovinano lo smalto e suggerimenti sul lavaggio dei denti

Bevande colorate: Caffè, tè, vino rosso e bevande gassate possono macchiare i denti.

Frutta e verdura: Alcuni alimenti come i mirtilli, le barbabietole e le more possono lasciare macchie sui denti.

Sughi scuri: Salse come la soia o il curry possono causare macchie.

È consigliabile lavare i denti almeno tre volte al giorno, ovvero dopo ogni pasto principale: colazione, pranzo e cena.

Dopo aver consumato cibi o bevande che possono macchiare, è bene attendere almeno 30 minuti prima di lavare i denti. Questo perché l’acidità di certi alimenti può ammorbidire lo smalto, rendendolo più suscettibile all’abrasione della spazzolatura. Lasciate quindi che prima la saliva faccia il suo dovere.

La saliva, un alleato prezioso che merita più attenzione.

La saliva è una di quelle sostanze del nostro corpo a cui spesso non prestiamo molta attenzione, ma che svolge un ruolo fondamentale per la nostra salute e il nostro benessere. Prodotto dalle ghiandole salivari presenti nella nostra bocca, questo fluido viscoso ha molteplici funzioni che vanno ben oltre il semplice inumidire la bocca e facilitare la parola. La saliva, infatti, inizia il processo di digestione degli alimenti grazie agli enzimi che contiene, come l’amilasi, che inizia a scomporre gli amidi in zuccheri più semplici. Ma non è tutto, la saliva svolge anche un ruolo protettivo per i denti e le gengive, neutralizzando gli acidi prodotti dai batteri e fornendo minerali che aiutano a riparare lo smalto dei denti. Inoltre, agisce come un meccanismo di difesa contro i microrganismi, grazie alle sue proprietà antibatteriche e antivirali. La saliva contribuisce anche a mantenere l’equilibrio del pH nella bocca, prevenendo malattie come la carie e l’infiammazione delle gengive. Inoltre, facilita la masticazione e la deglutizione del cibo, rendendo più semplice il suo passaggio attraverso l’esofago. E non dimentichiamoci del suo ruolo nel gusto: senza la saliva, non saremmo in grado di percepire i diversi sapori degli alimenti. La saliva è essenziale per la nostra salute orale e digestiva, e ci aiuta in molte delle funzioni quotidiane che diamo per scontate.

La tua saliva è in salute?

pH: Una saliva di buona qualità tende ad avere un pH neutro o leggermente alcalino. Questo aiuta a neutralizzare gli acidi prodotti dai batteri presenti nella bocca, proteggendo i denti dalla carie e mantenendo l’equilibrio della flora orale.

Viscosità: Una saliva troppo densa o viscosa può indicare una ridotta produzione di acqua, mentre una saliva troppo liquida potrebbe non essere efficace nel lubrificare la bocca e iniziare il processo digestivo.

Capacità tampone: La saliva ha la capacità di neutralizzare gli acidi, contribuendo a mantenere un pH orale equilibrato. Una buona capacità tampone è essenziale per prevenire malattie orali come la carie.

Presenza di enzimi: Enzimi come l’amilasi e la lipasi iniziano il processo di digestione nella bocca, scomponendo rispettivamente amidi e grassi. Una saliva di qualità contiene questi enzimi in quantità ottimali.

Sostanze antimicrobiche: La saliva contiene sostanze come lisozima, lactoferrina e immunoglobuline che aiutano a combattere batteri e virus, proteggendo la bocca da infezioni.

La qualità della saliva può essere compromessa da diversi fattori, tra cui la disidratazione, l’assunzione di determinati farmaci, malattie come la Sindrome di Sjögren, trattamenti come la radioterapia o abitudini come il fumo. È importante monitorare la qualità della saliva, poiché può fornire indicazioni su possibili squilibri o problemi di salute. In caso di anomalie, è consigliabile consultare un dentista o un medico per valutare la causa e ricevere un trattamento adeguato.

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